Dove

Incastonato nei monti Lepini fra Roma, la pianura pontina, il promontorio del Circeo e le isole pontine, il nostro uliveto respira in lontananza la brezza del mare e lo scorrere lento dei canali che solcano la pianura.

Cavalli slanciati che percorrono le colline, mucche pacifiche che ruminano silenziosamente nei prati e greggi di pecore in cerca di erba fresca, questo è il paesaggio in cui è immerso.

Una splendida oasi di biodiversità: alzando lo sguardo o ascoltandone il richiamo è facile individuare poiane, cornacchie, ghiandaie, gheppi, falchi pellegrini, beccacce e talvolta anche grifoni. I fitti boschi sono l’habitat ideale per istrici, tassi, volpi e persino lupi. Avvicinandosi ancora di più al terreno si scopriranno coccinelle, scarabei, lucertole, grilli, cicale e biacchi.

Alte faggete e boschi di lecci vegliano sull’uliveto Impervio e una flora multiforme, colorata e profumata scandisce il susseguirsi delle stagioni: dall’agave al terebinto, dal tarassaco al cardo arrivando ai deliziosi strigoli.

Sospeso fra boschi di montagna e colline dai profili sinuosi, si affaccia sull’ampia pianura e ancora oltre sul mare e sulle isole. Ultimo uliveto prima del bosco, da un’altitudine di circa 500 metri domina Cori, un borgo incantevole, con un patrimonio storico e artistico straordinariamente ricco.